Millenni di storia riportati alla luce: il libro “La Tavola Osca” della prof.ssa Paola Di Giannantonio rivela i segreti della sacralità sannita
Una tavola bronzea rinvenuta casualmente in un campo molisano nel 1848. Iscrizioni in una lingua antica che ancora oggi rivelano i misteri di un popolo che ha sfidato Roma per tre secoli. Martedì 20 ottobre 2026, nella Sala Consiliare di Termoli è stato proposto un affascinante viaggio nel tempo grazie al convegno dedicato al libro della prof.ssa Paola Di Giannantonio “La Tavola Osca”, promosso dal Lions Club Termoli Host in collaborazione con la sezione di Termoli della FIDAPA BPW Italy.
Un evento che ha riportato in luce non solo un reperto straordinario, ma anche le radici profonde che ancora oggi nutrono l’identità e la cultura del Molise.
La Tavola Osca è una preziosa testimonianza della lingua Sannita e della cultura degli Italici, rinvenuta nel marzo 1848 durante l’aratura di un podere nell’alto Molise, tra Capracotta e Agnone. Oggi conservata al British Museum di Londra, la tavola bronzea (circa 28 × 16,5 cm) reca iscrizioni su entrambi i lati ed è datata intorno al III secolo a.C., rappresentando una delle più importanti testimonianze scritte della lingua Osca.
Il libro della prof.ssa Paola Di Giannantonio, docente di lingue straniere ed esperta in lingue classiche, mitologia ellenica e pre-ellenica, propone una lettura originale maturata attraverso oltre trent’anni di ricerche sulle antiche feste popolari e sulle tradizioni ancora vive in Abruzzo e Molise.
Augusto Piserchia, presidente del Lions Club Termoli Host, ha aperto i lavori del convegno sottolineando il significato particolare della presentazione, nata dalla sinergia tra due realtà associative radicate nel territorio. Piserchia ha evidenziato come i Lions, tra i loro scopi fondamentali, hanno la promozione della cultura e la salvaguardia del patrimonio storico-artistico, convinti che la crescita di un territorio passi inevitabilmente attraverso la conoscenza e la divulgazione della sua storia.
Nicola Balice, sindaco di Termoli, e Matilde Tartaglia, presidente della FIDAPA BPW – Sezione di Termoli, hanno portato i saluti istituzionali. La presidente Tartaglia ha sottolineato l’importanza di valorizzare il lavoro appassionato della prof.ssa Di Giannantonio ed ha evidenziato come il libro rivesta particolare significato per le giovani generazioni, rappresentando tanto l’identità della comunità quanto l’impegno ambientalista contemporaneo, in quanto affronta il tema della sacralità della natura.
Moderatrice dell’incontro è stata Maria Laura De Cristofaro, vicepresidente del Lions Club Termoli Host e socia della Fidapa che ha invitato le relatrici a guidare l’auditorio alla scoperta dei segreti e del fascino della Tavola Osca.
Laura D’Angelo, filologa e poetessa, ha presentato un intervento dal titolo “Cultura pre-ecologica e sacra ritualità nella Tavola Osca” approfondendo una prospettiva filologica e pre-ecologica. La D’Angelo ha osservato come l’autrice del libro ha affrontato lo studio del testo della Tavola Osca studiandone con attenzione la lingua, le parole, le varianti e il contesto storico, per ricostruirne il significato più preciso e più vicino all’originale. Ha illustrato come i Sanniti, popolazione che abitava Puglia, Basilicata, Campania, Molise e Abruzzo, vedessero il sacro non come concetto trascendente ma immanente, profondamente legato alla terra e alla sua produttività. Questo significa intendere il sacro non come qualcosa di separato dalla realtà materiale, ma come una forza presente dentro la vita concreta e naturale. In questa prospettiva, la terra è sacra perché genera e sostiene la vita: produce cibo, permette la crescita delle piante e garantisce la continuità della comunità. Il sacro si manifesta quindi nella fertilità, nei cicli naturali e nel lavoro agricolo, non in una dimensione lontana dal mondo.
La D’Angelo ha proposto una comparazione linguistica affascinante, tracciando le origini dei Sanniti sino ai Sumeri e alle lingue antiche come il Sanscrito, evidenziando come attraverso migrazioni e sincretismo religioso questi popoli si spostarono da i territori della mezza luna fertile all’ Anatolia, alla Grecia e infine in Italia. Ha sottolineato che i Sanniti avevano percepito come dalle sementi provenisse la vita e quindi le onoravano e veneravano, concependo la terra come elemento primario per l’esistenza. La filologa ha collegato questa visione antica ai valori ecologici moderni, sviluppatisi negli anni Settanta, e ha richiamato il messaggio dell’enciclica di Papa Francesco sull’armonia tra l’uomo e il creato, evidenziando come una narrazione collettiva consapevole dei nostri comportamenti etici possa guidarci verso una relazione più consapevole con la natura.
L’autrice del libro, prof.ssa Paola Di Giannantonio, ha approfondito “Le radici e l’identità del Molise nella Tavola Osca di Agnone Capracotta”, evidenziando come nonostante la dominazione romana e le tante dominazioni longobarde, normanne, angioine e spagnole seguite, il popolo sannita è riuscito a mantenere un’identità peculiare ancora riconoscibile nei dialetti e nelle tradizioni locali.
La professoressa ha illustrato perché la scoperta dell’agricoltura nel neolitico è storicamente fondamentale in quanto ha portato all’affermarsi della stanzialità e alla nascita dei primi centri abitati e del tessuto sociale. Questo ha dato alle popolazioni la possibilità di immagazzinare risorse alimentari per avere sostentamento nei periodi invernali. Il matrimonio veniva concepito come rito che sacralizzava la fertilità, e simboli come l’anello nuziale rappresentavano l’integrazione tra il femminile (terra) e il maschile (semi e acqua).
La Di Giannantonio mette in evidenza nel suo libro come i Sanniti, fortemente legati all’agricoltura, tributavano un culto speciale alla terra, ben diverso dall’approccio sacrale dei Greci per i quali la dimensione commerciale aveva prevalso rispetto a quella agricola.
Utilizzando un metodo d’analisi prima analogico e poi logico, la Di Giannantonio ha rivelato che il testo della Tavola Osca è profondamente legato ai semi, alla terra, all’acqua e alla loro prorompente forza generatrice, cui i Sanniti riconoscevano una dimensione sacra. I semi e l’acqua acquisivano una connotazione maschile, mentre la terra una dimensione femminile. La prof.ssa ha mostrato come questa concezione persista ancora oggi nelle tradizioni molisane: la sacralità del pane benedetto nelle chiese nasce da questa antica visione, così come molti cibi tradizionali conservano significati profondamente simbolici ad esempio i filoni con accessione maschile, le ciambelle con una dimensione femminile.
La prof.ssa ha descritto affascinanti riti ancora vivi, come quelli del grano. Ha inoltre sottolineato come il dialetto rappresenti la lingua più antica e come il nostro accostarci alle tradizioni popolari ci procuri benessere ricollegandoci ai riti e agli archetipi più antichi dell’inconscio collettivo umano. Gli archetipi sono i modelli originali, un’immagine primaria o uno schema universale che si ritrova nell’inconscio collettivo dell’umanità. La docente ha spiegato che nella lingua Sannita non è presente la lettera “O”, un retaggio linguistico riscontrabile ancora oggi in alcuni dialetti dei paesi molisani ed abbrazzesi.
Agli interventi delle relatrici è seguito un ampio dibattito con una partecipazione del pubblico, che ha manifestato grande interesse per questi affascinanti temi.
Augusto Piserchia, concludendo l’incontro, ha espresso gratitudine alla prof.ssa Paola Di Giannantonio per aver offerto una chiave di lettura così suggestiva della Tavola Osca e del nostro passato, e alla dott.ssa Laura D’Angelo per il suo raffinato contributo. Ha sottolineato come eventi di questo genere incarnino lo spirito di servizio culturale del Lions Club Termoli Host, volto a far riflettere la comunità sulle proprie radici e ha ringraziato sinceramente l’Amministrazione comunale, la FIDAPA e tutto il pubblico per aver reso speciale questo straordinario pomeriggio in Sala Consiliare.
La presentazione della Tavola Osca rappresenta un invito rivolto soprattutto ai giovani a riscoprire l’identità molisana, a preservare le tradizioni popolari dalla contaminazione commerciale, consumistica e a reinterpretare l’antica saggezza sannita attraverso lo sguardo contemporaneo della sostenibilità ambientale e dell’ecologia. In un’epoca di globalizzazione, conservare questo patrimonio immateriale significa mantenere viva l’essenza di chi siamo e da dove veniamo.
Giuseppe Musacchio
Officer Distrettuale Comunicazione – Newsletter
Lions Club Internazional Distretto 108A









